Molte volte utilizziamo dei prodotti per risolvere dei problemi per i quali non sono stati creati ed è proprio per questo motivo che bisogna essere consapevoli del loro utilizzo prima di trovarsi in grossi guai. Esistono infatti delle situazioni che possono diventare pericolose e che dobbiamo quindi conoscere in maniera da tutelarci.
Quante volte abbiamo sentito dell’utilizzo della candeggina in maniera anomala e soprattutto non corretto? Sicuramente tante, ma dobbiamo sempre ricordarci che la candeggina è un prodotto chimico e che come tale può liberare nell’aria delle sostanze che risultano pericolose non solo per la nostra salute, ma anche per quella degli animali e dell’ambiente nel quale viviamo.
Molte persone tendono ad utilizzare questo prodotto come diserbante. Si tratta di una scelta funzionale e innocua oppure sarebbe meglio ricorrere a quei prodotti che nascono proprio con l’intento di sradicare le erbacce infestanti? Ecco tutto quello che possiamo sapere su questo argomento e soprattutto in che maniera la candeggina può risultare estremamente tossica.
Che cos’è la candeggina?
Quando parliamo di candeggina facciamo riferimento ad un particolare preparato chimico che si distingue soprattutto dal suo odore intenso e pungente, motivo per cui molto spesso riusciamo ad identificarla anche se la stessa potrebbe confonderci e apparire come della semplice acqua. La candeggina è infatti totalmente priva di colore se non per delle piccole sfumature giallastre molto chiare.
Questo liquido, che risulta essere pericoloso proprio perché può esercitare un’azione tossica sull’organismo, è molto diffuso in chimica e nei laboratori che spesso lo annoverano con il suo vero nome, ovvero ipoclorito di sodio. Questa sostanza è stata creata per risolvere diversi bisogni anche se il primo fra tutti compare quello della sanificazione.
Secondo gli studi degli esperti, infatti, l’ipoclorito di sodio è una sostanza che riesce a sanificare al meglio ogni ambiente, anche quelli sterili che devono risultare tali per consentire delle operazioni più invasive e problematiche. Ecco perché viene ampiamente utilizzata anche in regime ospedaliero, ma sempre con le dovute precauzioni e attenzioni del caso.
A che cosa serve la candeggina?
Come abbiamo accennato nel paragrafo che si è appena concluso, la candeggina può essere utilizzata in molti contesti diversi e soprattutto con l’intento di raggiungere obiettivi che possono discostarsi enormemente l’uno dall’altro. Partiamo col dire che l’ipoclorito di sodio è sicuramente la sostanza da preferire laddove volessimo disinfettare a fondo un ambiente o un oggetto.
Questo perché la candeggina riesce ad abbattere la maggior parte di germi e batteri che si trovano su una superficie e quindi riduce le possibilità di contrarre malattie o patologie che, in alcuni casi, potrebbero rivelarsi anche serie. La candeggina però, proprio per questa ragione può uccidere anche altre forme di vita, come ad esempio piante, animali e perfino l’uomo.
Viene spesso utilizzata, inoltre, per pulire a fondo il bucato, soprattutto quello chiaro, in quanto grazie al suo potere smacchiante riesce ad eliminare tutte quelle alterazioni che si palesano proprio sugli abiti più chiari. Anche in questo caso bisogna usarne poca, in quanto la sostanza in questione è corrosiva e potrebbe distruggere il tessuto stesso.
Quali sono i pericoli legati all’utilizzo della candeggina?
Ovviamente la candeggina è una sostanza chimica e come tale deve essere utilizzata ricorrendo sempre alle precauzioni individuali e facendo di tutto per non respirare il prodotto. Come prima cosa, infatti, vanno sempre indossati i guanti e successivamente la mascherina, ma sarebbe meglio agire in un luogo dove le finestre sono aperte in maniera da favorire il ricircolo dell’aria.
Chi non rispetta queste regole può impaccare in problematiche anche piuttosto serie, come ad esempio reazioni allergiche, irritazioni alle mucose e agli occhi, ma anche problemi respiratori che potrebbero derivare dall’inalazione prolungata della sostanza . Questa è infatti davvero rischiosa e bisogna sempre tutelare la propria salute e quella dei propri cari.
Anche il contatto con la candeggina può essere pericolosa soprattutto se non utilizziamo i guanti poiché questa sostanza riesce a screpolare e a mangiare la parte più esterna della pelle, intaccandola profondamente fino alla sua completa rigenerazione. Proprio per questa ragione bisogna fare attenzione oppure rivolgersi immediatamente al proprio medico in caso di contatto inavvertito.
La candeggina può essere utilizzata come diserbante?
In realtà la risposta a questa domanda è affermativa, in quanto sono davvero tante le persone che utilizzano l’ipoclorito di sodio per uccidere le erbacce e far sì che le stesse non crescano più. In realtà però non è la miglior scelta da fare poiché questa sostanza è pericolosa non solo per la nostra salute, ma anche per l’ambiente.
Se proprio non possiamo fare a meno di utilizzare la candeggina per raggiungere questo obiettivo è doveroso diluirla, in maniera da attenuarne il potere distruttivo. Sicuramente però dobbiamo tenere in considerazione ipotetiche conseguenze legate all’utilizzo del prodotto, come ad esempio la possibilità di intaccare la salute degli animali che si avvicinano in questa zona. Questa scelta è da eliminare definitivamente laddove si volesse bruciare un’erbaccia che cresce in un suolo che non sia cementato e che sia destinato a una coltivazione. In questo caso, infatti, la candeggina potrebbe penetrare nel terreno ed essere assorbito dalle piante, risultando poi tossica quando andremo a mangiare questi prodotti della natura.