Le piante sono fonte di tranquillità e pace. E’ risaputo e condiviso da molti, infatti, il pensiero secondo cui immergersi nella Natura, in solitudine, sia uno dei modi migliori per riconnettersi con sé stessi e trovare la calma interiore. Il fruscìo delle foglie, il suono dell’acqua, il cinguettìo degli uccelli sono tutti elementi naturali che creano una sensazione di rilassatezza.
Tuttavia, alcune piante sembrerebbero incarnare la situazione opposta: la sventura. Essendo conosciute da secoli per la loro interazione con l’organismo, benefica, come nel caso delle piante officinali, o dannosa, come avviene per le piante velenose, le piante sono state anche protagoniste di credenze popolari e di superstizioni che le hanno rese amate o odiate, a seconda dei casi.
Sarebbero cinque, in particolare, le piante che apporterebbero energie negative alla persona, rendendole collegate alla sfortuna. Proseguendo con la lettura del presente articolo, potrai scoprire nel dettaglio di che piante si tratta, ottenere qualche informazione in più sulle loro caratteristiche, e conoscere i motivi alla base di queste vecchie credenze.
Le piante: una panoramica
Le piante rappresentano un grande e vastissimo gruppo di organismi viventi, proprio per questo motivo formano un vero e proprio Regno che in botanica è definito con il termine latino “Plantae”. Il ruolo delle piante nell’ecosistema è fondamentale in quanto sono gli unici esseri viventi in grado di svolgere il processo di fotosintesi.
La fotosintesi è un meccanismo fisiologico che consente alle piante di produrre ossigeno, utilizzato dagli animali per respirare. Proprio per questo motivo le piante hanno (e hanno avuto, durante le varie fasi evolutive) un ruolo chiave nella presenza di vita sulla Terra. Si tratta di organismi autotrofi, ovvero in grado di prodursi da sole il proprio nutrimento.
Questo è possibile proprio grazie alla fotosintesi clorofilliana. All’interno del Regno Plantae, sono racchiuse tantissime specie differenti. In generale, possiamo affermare che esse hanno alcune peculiarità come la presenza di radici che le ancorano al terreno e le rendono sessili (incapaci di spostarsi), il fusto che le sostiene, le foglie, dove avviene la fotosintesi, i fiori, utili per la riproduzione, i frutti e i semi.
Scopri le 5 piante che portano sfortuna!
Il fatto che alcune piante possano portare sfortuna risale al passato ma, talvolta, queste dicerie possono risuonare ancora oggi. Si tratta di superstizioni non tanto basate su fatti concreti e dimostrati quanto su vecchie credenze popolari, tramandate di generazione in generazione. Vediamo adesso le cinque piante che più di altre sembrano essere le protagoniste.
Al primo posto troviamo il tasso, in botanica Taxus baccata, appartenente alla famiglia delle Taxaceae. Si tratta di una specie arborea sempreverde caratterizzata da foglie aghiformi e da frutti velenosi che si presentano come bacche di colore rosso. La credenza che il tasso porti sfortuna risiede nel legame che ha con la morte.
Esso, in particolare, veniva piantato nei cimiteri con lo scopo di essere un ponte tra la vita e la morte. Inoltre, la sua tossicità ha fatto sì che venisse associato alla malattia. Al secondo posto troviamo l’oleandro, o Nerium oleander, della famiglia delle Apocynaceae. La pianta presenta foglie lanceolate di colore verde scuro e fiori rosati o bianchi.
E ancora…
Come nel caso del tasso, l’oleandro è simbolo di sfortuna in quanto mortale se ingerito, perciò viene spesso associato a tragedie ed eventi nefasti. La lista vede al terzo posto l’ortensia, comune pianta ornamentale della famiglia delle Hydrangeaceae, caratterizzata da infiorescenze vistose. Essa sarebbe simbolo di sfortuna in quanto legata alla solitudine e alla tristezza.
Un quarto esempio di pianta che porterebbe sfortuna è rappresentato dall’agave (Agave americana in denominazione scientifica), pianta succulenta appartenente alla famiglia delle Asparagaceae. La sua caratteristica principale è la presenza di foglie carnose e turgide, ricoperte da spine robuste su tutto il loro margine. In alcune culture, sembra che la pianta attiri la sfortuna.
Questa dicerìa sembrerebbe essere legata al fatto che l’agave è in grado di fiorire una sola volta e, a seguito della fioritura, va incontro a morte, divenendo, così, un presagio funesto. Infine, al quinto e ultimo posto troviamo i bonsai che, per la loro dimensione, richiamerebbero al blocco nel raggiungimento del successo e della stabilità economica.
Un breve riepilogo
Insomma, ognuna di queste piante, in alcune culture, sarebbe, per un motivo o per un altro, correlata simbolicamente con la sfortuna. Questo non significa che possedere un esemplare di almeno una di esse sia effettivamente un motivo per cui preoccuparsi. Le superstizioni, infatti, non hanno nessuna evidenza dimostrata. In altre parole, non c’è motivo concreto per evitare di coltivarle!
E’ il caso del tasso (o Taxus baccata), pianta simbolicamente associata alla morte e piantata nei cimiteri; dell’oleandro (o Nerium oleander), anch’esso richiamo alla morte in quanto velenoso; l’ortensia, pianta che richiama solitudine e tristezza; l’agave, simbolo di presagi funesti, e i bonsai, associati al blocco dal successo e dal denaro.