Tutte le sentenze
All'interno dell'indice troverai tutti i dettagli riguardanti le sentenze integrali pubblicate su Lessico di diritto di famiglia.
Provvedimenti riguardo ai figli
P
La sanzione amministrativa pecuniaria in favore della Cassa delle ammende di cui all'art. 709-ter, comma 2, c.p.c. n. 4) prevista per il mancato mantenimento prole, non concorre con le previsioni di cui all'art. 570 e 570 bis c.p.: il mancato pagamento dell'assegno di mantenimento della prole, nella misura in cui è già sanzionato penalmente, non è compreso nel novero delle condotte inadempienti per le quali può essere irrogata dall'autorità giudiziaria adita la sanzione pecuniaria "amministrativa" in esame
Corte cost., 10 luglio 2020, n. 145

Non è fondata in riferimento agliartt. 3,25, comma 2, e117, comma 1, Cost., le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 709-ter comma 2, n. 4) c.p.c., nella parte in cui prevede l'irrogazione della sanzione amministrativa pecuniaria, da un minimo di 75 euro a un massimo di 5.000 euro, in favore della Cassa delle ammende, per l'inadempimento all'obbligo di corrispondere l'assegno di mantenimento della prole disposto nell'ambito di un giudizio sulla crisi familiare, poiché l'art. 709-ter, secondo comma, cod. proc. civ., deve essere interpretato nel senso che il mancato pagamento dell'assegno di mantenimento della prole, nella misura in cui è già sanzionato penalmente, non è compreso nel novero delle condotte inadempienti per le quali può essere irrogata dall'autorità giudiziaria adita la sanzione pecuniaria "amministrativa" in esame. Le condotte suscettibili di tale sanzione sono infatti "altre", ossia le tante condotte, prevalentemente di fare infungibile, che possono costituire oggetto degli obblighi relativi alla responsabilità genitoriale e all'affidamento di minori.

Azione di ripetizione
A
Il genitore potrà richiedere in ripetizione ex art. 2033 c.c. le somme versate successivamente alla raggiunta autosufficienza economica dei figli anche relativamente a quelle corrisposte in epoca antecedente alla domanda di revisione
Cass. civ. Sez. I, 13 febbraio 2020, n. 3659

In caso di modifica giudiziale delle condizioni economiche del regime post-coniugale, intervenuta in ragione della raggiunta indipendenza economica dei figli, il genitore obbligato può esercitare l'azione di ripetizione exart. 2033 c.c.anche con riferimento alle somme corrisposte in epoca antecedente alla domanda di revisione, allorché la causa giustificativa del pagamento sia già venuta meno, atteso che la detta azione ha portata generale e si applica a tutte le ipotesi di inesistenza, originaria o sopravvenuta, del titolo di pagamento, qualunque ne sia la causa. (Nella specie, le due figlie erano divenute economicamente autosufficienti a seguito del conseguimento della laurea, come previsto dagli accordi economici in sede di divorzio congiunto dei genitori, e pacificamente con i rispettivi matrimoni contratti nel 1994 e 1998, sicché la S.C. ha cassato la sentenza della Corte d'appello che aveva negato la ripetizione delle somme corrisposte per il mantenimento delle figlie prima della modifica delle condizioni a decorrere dal 2006). (Cassa con rinvio, CORTE D'APPELLO SEZ.DIST. DI TARANTO, 21/05/2015)

Messa alla prova (nel processo minorile)
M
È esclusa un'irragionevole disparità di trattamento tra la messa alla prova per l'adulto (che può essere richiesta anche durante le indagini preliminari) e la messa alla prova per il minore (che invece può essere disposta solo a partire dall'udienza preliminare) trattandosi di istituti che rispondono a finalità profondamente diverse: l'una avente finalità essenzialmente rieducativa e di recupero sociale del minore, l'altra viceversa connotata da innegabili tratti sanzionatori e con natura "negoziale".
Corte cost., 6 luglio 2020, n. 139

La corte costituzionale dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art.28delD.P.R. 22 settembre 1988, n. 448 (Approvazione delle disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni), sollevate, in riferimento agliartt. 3, 27, terzo comma, e 31, secondo comma, della Costituzione.


Ferma la grande importanza della messa alla prova nel sistema di giustizia penale minorile, alle cui tipiche finalità di reinserimento sociale l'istituto corrisponde "forse più di ogni altro", come da questa Corte rimarcato con la sentenza n. 125 del 1995, resta che la misura può assolvere la sua primaria funzione rieducativa solo se disposta, a tempo debito, da un giudice strutturalmente qualificato alle necessarie valutazioni di personalità, poiché queste condizionano l'esito positivo della prova, la conseguente dichiarazione di estinzione del reato e, in ultima analisi, l'effettiva fuoriuscita del minore dal circuito penale.

In tale direzione, la stessa udienza preliminare, che il rimettente vorrebbe prevenire a fini di speditezza, può costituire per il minore un prezioso momento educativo, occasione di comprensione autentica e non utilitaristica della messa alla prova, in virtù del dialogo con un giudice non solo togato, meglio qualificato ad illustrare al giovane - come prescrive l'art.1, comma 2, delD.P.R. n. 448 del 1988- "il significato delle attività processuali che si svolgono in sua presenza nonché il contenuto e le ragioni anche etico-sociali delle decisioni".

Testamento (mancanza di data)
T
L'omissione della completa indicazione della data (giorno mese ed anno) comporta l'annullamento del testamento olografo con effetto retroattivo. Rimangono salvi i soli acquisti onerosi dei terzi se in buona fede
Cass. civ. Sez. VI - 2, 21 maggio 2020, n. 9364

La data rappresenta un elemento essenziale del testamento olografo e deve comprendere l'indicazione del giorno, del mese e dell'anno. L'eventuale carenza comporta l'annullamento del testamento olografo con effetti retroattivi. L'annullamento travolge l'accettazione del chiamato ex asse in base al testamento, determinando ab origine la delazione in favore del successibile ex lege, mentre nei confronti dei terzi si applica la regola di cuiall'art. 534 c.c., in base alla quale restano salvi i diritti acquistati a titolo oneroso, dall'erede apparente, da parte di terzi che provino di avere contrattato in buona fede.